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Immagine e Vignette: Raldi
... Proprio vero.
Tanti anni fa, più o meno ai tempi in cui mi divertivo con Riccardo T., io fumavo. C'è da dire che il fumo non mi ha mai preso seriamente, non sono mai stato uno di quelli che ogni ora devono infilarsi la sigarette e aspirare a pieni polmoni una dose di catrame fumoso.
No, io del fumo apprezzavo la parte romantica della cosa. Se vogliamo anche quella un poco poetica. C'era un non so che nell'arrotolarsi la sigaretta seduto sui gradini delle uscite d'emergenza della scuola, o accovacciati sull'erba nel parchetto.
Non ho mai propriamente comprato un pacchetto di sigarette. Ah no... forse un pacchetto da 20 di Marlboro rosse che poi gettai via dopo essere arrivato a metà perchè mi facevano schifo.
Insomma mi piaceva da matti arrotolarmi le mie sigarette con calma e parsimonia. Era un po come prendersi un minuto di tranquillità tutto per se. E poi quando accendevi quella specie di opera d'arte del fai-da-te era come se stessi inalando soddisfazione pura. Era appagante come cosa.
Arrotolavo le mie sigarette ovunque mi trovavo, a scuola durante le ore di diritto, al parchetto seduto su una panchina mentre Pit correva dietro a qualche cagnolina.
Però il fumo non mi prese mai sul serio. Tantè, che quando decisi di smettere, regalai le mie cartine e lo zippo ad un vecchio amico e smisi. Così, dall'oggi al domani. E non fu per niente disastroso.
Ora sono qui, seduto sulle scale in cortile. In mutande e cannottiera nera. Ho fottuto il portatile di mia sorella e sono sgattaiolato qui fuori. C'è una notte così pacifica che mi vien voglia di rubare un poco di posto sul cuscino di Pit e restare a dormire con lui.
Mentre scrivo mi vengono in mente mille cose, sono quelle notte in cui hai la testa che ribolle di idee e di ispirazioni. VOrresti solo buttarle su di un foglio.
Avevo pensato di mettermi a scrivere un poco di libro, ma ho notato che la mia scrittura è proporzionata al mio stato d'animo. Così ho lasciato perdere e ho scritto questo post.
C'è qualcosa di assai romantico e poetico in tutto questo. Come vi dicevo, manca solo una sigaretta ben arrotolata a chiudere il quadretto.
E potrei restarmene qui fino all'alba, poggiato con la schiena al muro, il portatile sulle gambe, una sigaretta che mi pende dalle labbra, Pit che mi ronfa affianco mentre sogna ossi e cagnette in calore.
E infine la mia mente che gira, gira, e gira. Idee che si centrifugano, sentimenti che si mescolano e tutto che sgorga dalle mie dita sulla tastiera, e da li sul foglio. So che sarebbe più poetico scrivere addirittura a mano su di una qualche sorta di quaderno. Ma cristo, sono un cazzo di quasi vent'enne cresciuto a Sega Mega Drive e Tv, non è un fattore da trascurare... eh!
Intanto dentro casa la finta allegra famiglia ronfa di gusto. Raldone di tanto in tanto grugnisce, Raldina si muove e si contorce che manco al circo Togni, Raldona invece è immobile a uso statua. Morfeo gli sta già coccolando. Mentre io sono qui bloccato in un limbo tra il sonno, la depressione e l'ispirazione.
Viene da chiedersi se alla fine quello che sta sbagliando tutto sono io, che vedo nell'avere una famiglia una specie di gabbia fatta solo di compromessi, soldi e doveri ed obblighi morali. E che nell'atto del matrimonio, alla luce di alcuni degli ultimi avvenimenti a cui ho assistito, vedo solo la tomba di un rapporto che si basava sul reciproco star bene. Un semplice e mero contratto e niente più. poo di diverso da un contratto di lavoro o simili.
Oppure se ha ragione il resto del mondo, a lavorare tutta la vita, a mettere insieme un gruzzoletto di soldi per una felicità che ci dovrebbe aspettare un idilliaco domani, molto relativo aggiungerei io.
Buona notte popolo della rete, se per caso ne avete la possibilità arrotolatevi una sigaretta per il buon vecchio Raldi, poi accendetela e soffiate il fumo pensando alle mie parole. E se riuscite datevi una risposta.
Io dal canto mio vado a sognare quando mi arrotolavo le sigarette da solo, cazzo quelli si che erano bei tempi...
Raldi @ 23:56 | commenti (7)|
